Smart Grid: fare rete in modo intelligente

Che cosa è una Smart grid?

Secondo la definizione tecnica è l’insieme di reti di informazioni e di distribuzione dell’energia elettrica, ne decentralizza i centri di produzione e minimizza sovraccarichi e variazioni della tensione elettrica.

E se si dovesse spiegare ad un non addetto ai lavori? È una torre di controllo che attraverso sensori applicati alle infrastrutture della rete elettrica comunica con tutte le sue componenti, dai centri di produzione di energia alle sua vie di distribuzione.

In sostanza è la chiave di volta e di svolta per compiere la transizione ecologica. Perché? Perché distese di campi fotovoltaici  ed eolici producono sì energia rinnovabile ma se non comunicano tra loro ci fanno solo sembrare ecologici, ma in sostanza non lo siamo. Molto della energia da essi prodotta, infatti, senza la smart grid rischia di essere sprecata.

Ma andiamo con ordine.

Le fonti di energia rinnovabile non sono affidabili

L’ energia elettrica prodotta dai combustibili fossili è sicura, regolabile, se ne produce quanta e, soprattutto, quando si vuole (ma ci stiamo accorgendo delle conseguenze devastanti per il nostro pianeta).

Vento e sole, invece, hanno un animo lunatico e sono imprevedibili: sono loro che decidono quando e quanta energia produrre. Noi, però, siamo impazienti, non sappiamo aspettare perché abbiamo tante cose da fare.

 

Ecco che entra in gioco la rete intelligente, la smart grid.

Immaginiamo di dipendere al 100% da fonti di energia rinnovabile. Le zone ricche di energia solare riuscirebbero a farcela in inverno? E quelle ventose se il dio Eolo decidesse di fare il dispettoso? No di certo e non è possibile prevedere questi cali nella produzione di energia. Ma se la rete elettrica fosse dotata di sensori, essi potrebbero subito dire alla torre di controllo che a Caltanissetta da giorni non splende il sole, così che essa possa dare l’imput alle sue vie di distribuzione di farla giungere alla città siciliana da quelle zone dove in quel momento se ne produce in surplus. E se non ci fosse la smart grid? A Caltanissetta non si accendere la luce e in altri centri la corrente in eccesso non verrebbe utilizzata. Spreco ecologico!

Il principio della smart grid, e cioè lo scambio di informazioni tra i centri di produzione per un maggiore efficientamento energetico, è il presupposto per la realizzazione di una rete paneuropea.

La rete intelligente previene

Le funzioni della smart grid non si limitano a dirigere il traffico elettrico, ma anche a fare della sana prevenzione. I sensori che comunicano con la nostra torre di controllo monitorano lo stato di salute delle nostre infrastrutture elettriche per prevenire eventuali guasti. Si sa, prevenire è meglio che curare. E se proprio il danno non fosse evitabile, i sensori possono localizzarne la posizione, vantaggio non trascurabile perché si eviterebbe di percorrere svariati chilometri seguendo il tracciato dei cavi aerei per individuarlo o di trivellare il territorio in considerazione che questi ultimi si stanno sostituendo con elettrodotti in cavo sotterraneo.

Un’ eccellenza italiana

Quando abbiamo qualcosa di cui vantarci dobbiamo dirlo! Puglia Active Network è la rete intelligente più grande d’Italia e d’Europa, in grado di far comunicare tra loro circa 67 mila impianti fotovoltaici ed eolici.

Stato di fatto

Tra il 2014 ed il 2020 sono stati avviati circa 407 progetti nel settore delle smart grid con un investimento di circa 3 miliardi di euro. Bisogna fare ancora molto per aggiornare le infrastrutture esistenti in funzione smart grid e per la gestione delle informazioni e dei dati energetici.

I costi per attuare tutto ciò sono importanti e potrebbero considerarsi come un esempio di debito buono, secondo la definizione di Mario Draghi. Un investimento dal quale non ci si può esimere se si vuole essere davvero un Paese ecosostenibile e che non vuole solo sembrare green.