SARDEGNA: un'area non idonea
Lo scorso 19 Settembre la regione Sardegna ha emanato con circa tre mesi di anticipo un disegno di legge con cui chiarisce e norma quali sono le aree idonee e non idonee per l’installazione di impianti FER.
Per fortuna oggigiorno ci sono i computer, altrimenti fiumi di inchiostro sarebbero stati usati per scrivere commi su commi per dire che la Sardegna non vuole essere idonea alle energie rinnovabili.
Sintesi
Gli impianti FER a terra non sono ben visti, saranno permessi soltanto quelli su tetto o in aree industriali (ma anche in questo caso con forti limitazioni). Neanche l’agrivoltaico, risparmiato dal Decreto Lollobrigida, si è salvato dalla ghigliottina sarda.
Chi fa da sé fa per tre
Come pensa di compiere la transizione energetica l’isola, considerando anche che la Sardegna soddisfa i suoi bisogni elettrici per oltre il 70% con fonti fossili e che è tra le regioni europee con la maggiore emissione di anidride carbonica?
Con l’ognuno per sé e Dio per tutti: con circa 700 milioni di euro fino al 2030 per le comunità energetiche, impianti fotovoltaici, accumuli di energia elettrica per autoconsumo, con incentivi – anche a fondo perduto – destinati a cittadini, Comuni, imprese, privati ed enti regionali. Si sprona a diventare prosumer.
Un commento con domande: l’economia della regione è così florida da potersi permettere di dare questo aiuto?
Chi non potrà accedere al fondo sarà in grado di finanziarsi e rendersi attore protagonista di questa fondamentale trasformazione energetica?
Contro le autonomie, ma pratichiamo le autarchie
Quello che emerge dal ddl della giunta regionale sarda è la volontà di creare una autarchia energetica, in concreto detto: a me Sardegna non interessa di contribuire come regione alla transizione energetica dell’Italia (tanto meno come parte dell’Europa), io non ho bisogno di grandi impianti.
È quanto sostiene Antonio Muscas del Coordinamento dei Comitati Sardi, secondo il quale dei 37 impianti autorizzati i cittadini sardi non sanno nulla e che la quantità di potenza installata in Sardegna deve essere proporzionale ai fabbisogni dei cittadini e non imposti dall’esterno.
Rispondo ancora con una domanda: visione da cittadino italiano ed europeo o da isolano?
Paesaggio come testimonianza storica
Il paesaggio non va considerato solo da un punto di vista geografico, quindi non solo come montagne, laghi, mari, parchi naturalistici, ma anche da un punto di vista culturale.
È la risultante dell’azione dell’uomo, che in alcuni casi è stata, e purtroppo ancora è, aggressiva, in altri più conciliante.
Il paesaggio è quindi memoria di ciò che l’uomo ha fatto e quindi di ciò che l’uomo è stato ed è. Non solo la morfologia del territorio da lui plasmato ne è testimonianza, ma anche i manufatti che su esso insistono e che hanno contribuito a caratterizzarlo.
Il nemico da abbattere
Quello che ha colpito noi di Planet è la visione negativa caratterizzata dalla malafede che emerge dal ddl del 19 Settembre. Coloro che investono negli impianti FER sono dei truffaldini propensi a lasciare incompiute le opere e che non smaltiranno correttamente gli impianti a termine del loro ciclo di vita; per questo verranno chieste rispettivamente due polizze fideiussorie, la seconda delle quali pari al doppio del valore dell’impianto.
Una visione secondo cui chi attraverso la transizione energetica porta investimenti e lavoro in una regione che non può certo essere definita il motore economico dell’Italia, è un nemico, aggressore, che depaupera il popolo sardo del proprio territorio. Questa visione ideologica e propagandistica del disegno di legge aree (non) idonee della Sardegna non fa che suggellare al livello legislativo dei malumori tra la popolazione, a volte frutto di ignoranza ingiustificata, che portano poi ad episodi di inciviltà e delinquenza.
Nei giorni scorsi, infatti, un incendio doloso ha distrutto duemila pannelli fotovoltaici non ancora installati a Tuili, appartenenti alla Greenvolt Power, multinazionale polacca che sta realizzando tre parchi fotovoltaici. Alla fine di agosto, invece, un rogo è divampato nel sito della Vestas a Villacidro, dov’è in costruzione un parco eolico oggetto di numerose proteste e, giorni prima, era stata danneggiata una pala eolica sulla strada provinciale tra Mamoiada e Gavoi.
Un’occasione persa
Noi di Planet operiamo nel settore degli impianti FER, ma allo stesso tempo riconosciamo la centralità della salvaguardia del paesaggio naturale e storico artistico.
Il DM aree idonee, pur con le sue criticità, è un’occasione per le regioni per fare una pianificazione strutturale tra paesaggio ed energia. Un’occasione persa dalla Regione Sardegna, frutto di una politica propagandistica e brevimirante.