DECRETO AGRICOLTURA: tra gattopardismo e marchette elettorali

Lo scorso 15 Maggio è stato promulgato il decreto-legge 15/05/2024 n. 63, meglio noto come Decreto Agricoltura, oggetto di discussione tra gli addetti ai lavori nel settore delle energie rinnovabili e non solo.

Cosa dice l’articolo 6?

Parlando un linguaggio comprensibile a tutti, dice che non sarà più possibile realizzare impianti FV a terra (cioè quelli più noti nell’immaginario comune) su terreni agricoli ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di contrastare il fenomeno del consumo del suolo a vocazione agricola.

Tuttavia, si potranno continuare a costruire su cave e miniere abbandonati, in impianti e siti in disponibilità delle Ferrovie e in quelle delle società di gestione aeroportuale, all’interno dei sedimi aeroportuali, lungo la fascia autostradale e in aree industriali.
Questo il punto in sintesi.

Scopo dell’articolo 6

Secondo Lollobrigida, Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste è necessario porre fine ad una occupazione incontrollata del terreno agricolo con i campi fotovoltaici perché, stando alla Coldiretti, il consumo del suolo fertile brucia 1 miliardo € di cibo all’anno.


L’Italia sarebbe una sorta di Far West in cui i proprietari dei terreni sono vittime di spietati traffichini, pronti a tutto per arricchirsi installando campi FV.

Un colpo al cerchio ed uno alla botte

Come d’obbligo in Italia c’è chi si è schierato a favore degli agricoltori e chi degli operatori nel settore delle energie rinnovabili.

Noi di Planet Engineering, dopo un primo allarmismo in quanto facenti parte della filiera energetica, abbiamo provato ad essere super partes e tentare di capire le motivazioni del ministero.


Ascoltando la conferenza stampa del 7 Maggio di Lollobrigida, abbiamo colto un passaggio spesso trascurato nell’analisi del decreto. Si è detto che è una marchetta elettorale in favore degli agricoltori, e lo è. Ma è anche un ammonimento agli stessi: senza mezzi termini, infatti, il Ministro nella suddetta conferenza dice che i terreni agricoli, in quanto tali, hanno ricevuto delle agevolazioni: se ci “pianti” campi FV al posto delle patate, non sei più un terreno agricolo e le agevolazioni non le hai più.
Questo articolo 6 è solo un nuovo ostacolo agli investitori del settore delle rinnovabili o non può leggersi anche come un invito ai proprietari terrieri a regolarsi visto che con la ricerca dei terreni per campi FV hanno fatto il bello e il cattivo tempo con il prezzo degli affitti delle loro proprietà?


Tuttavia, se volessimo vedere un atteggiamento da buon educatore da parte del governo che redarguisce gli agricoltori, siamo per sempre in campagna elettorale ed ecco che arriva il Decreto Agricoltura che dà aiuti al settore e li protegge dalle cattive società operanti nel settore delle rinnovabili. Ecco la carota dopo il bastone, bastone rappresentato anche dalla manovra di bilancio 2024 che ha tassato i contratti di diritto di superficie di durata almeno ventennale utilizzati nel settore delle rinnovabili, necessari per affittare le aree destinati agli impianti FER. 

Protezione del suolo fertile, tra numeri e discordanze

Il ministro Lollobrigida, andando in giro per l’Italia, ha visto, a detta sua, distese e distese di campi FV che rovinano il paesaggio italiano.
Partendo dal fatto che a noi di Planet è capitato di vedere più impianti FV nei primi 100 km di rete autostradale tedesca che in Italia, i numeri dicono altro.


Attualmente solo 17000 gli ettari di superficie del suolo agricolo occupati da campi fotovoltaici e ne servirebbero solo 80000 per raggiungere l’obiettivo del 2030. È bene sottolineare solo 80000 perché in Italia ci sono circa 3,5 milioni di ettari di aree agricole abbandonate che ora rimarranno tali dato che non verranno più prese in considerazione per l’installazione del FV a terra.
Certo, si potrà l’agrivoltaico, ma chi lavora nel settore sa che l’installazione di questo tipo di impianti è più complessa, soprattutto da un punto di vista burocratico, e più costosa.


Il governo, inoltre, non teme che gli spietati ricercatori d’oro/rinnovabili si butteranno tutti
con l’agrivoltaico compromettendo il paesaggio con questi pannelli? 

Bisogna che tutto cambi affinché tutto rimanga come è

La massima gattopardiana del principe Tancredi Falconeri non è solo la frase di un bellissimo romanzo storico, ma è quella che più rispecchia, purtroppo, l’Italia. Ed anche la vicenda del Decreto Agricoltura non ne è stata immune.


Senza entrare nello specifico, stando alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, alla fine le cose non cambieranno molto ed i terreni su cui progettare i campi FV si sceglieranno con gli stessi crismi con cui si selezionavano in precedenza. L’unico grande male che ha creato questo decreto è una nuova norma, l’ennesima che si aggiunge ad un quadro regolamentare intricato e disomogeneo; una norma scritta male e confusa, che lascia alcuni punti non chiariti. Una nebulosa che crea solo incertezza, nemica di qualsiasi forma di investimento e progresso.


Il settore delle rinnovabili naviga a vista nel work in progress, ha bisogno di una regolamentazione certa e chiara, figlia di una visione lungimirante e di sviluppo, che non si fa nel lasso di tempo di uno spot da campagna elettorale.