Infrastrutture energetiche green: dalla progettazione al cantiere

Una giovane impresa con una formazione interdisciplinare, sia civile che elettrica, e una rarità: la presenza nell’organico di un’archeologa.

Articolo pubblicato il 9 luglio 2025 sul Corriere del Veneto, inserto del Corriere della Sera

Una giovane impresa che si muove a 360 gradi nel settore delle infrastrutture energetiche. Planet Engineering, con sede a Treviso, è infatti in grado di occuparsi di diversi aspetti: dagli impianti di produzione di energia rinnovabile fino al punto di utilizzo dell’energia stessa, passando per le reti elettriche che la distribuiscono. E lo fa seguendo tutte le diverse fasi che la progettazione integrata delle infrastrutture elettriche richiede, da quelle preliminari a quelle di cantiere. Ne abbiamo parlato con il direttore tecnico Matteo Zanatta e il direttore generale Alessandra Santoro.
«Siamo specializzati nella progettazione di impianti da fonti rinnovabili, in particolare quelli fotovoltaici di grande taglia e operiamo al 99% per fondi privati che decidono d’investire sul fotovoltaico – spiegano Zanatta e Santoro -. Li supportiamo anche nella realizzazione di linee elettriche in media e alta tensione interrate e aeree, stazioni elettriche. Lavoriamo anche per enti come Terna ed Enel, portando avanti progetti in tutta Italia, isole incluse. Tra questi, una cabina primaria per E-Distribuzione in funzione delle Olimpiadi Mi- lano Cortina 2026 e due studi di fattibilità per stazioni elettriche di Terna in Liguria ed Emilia». Un’azienda nata dalla commistione di più discipline. «Io sono un ingegnere edile – spiega Zanatta – però ho sempre lavorato nel settore. Il crescente interesse per quest’area mi ha spinto, nel 2022, ad aprire una società con la dottoressa Santoro, archeologa, la cui formazione umanistica rappresenta uno dei nostri plus. Oggi il nostro team si compone di sei persone: cinque nello studio di Treviso e un ingegnere
elettrico che fa base a Cassino (FR) e rappresenta una sorta di ‘avamposto’ in vista dell’apertura di una sede nel Centro-sud».
«Pur essendo una realtà di piccole dimensioni abbiamo una formazione interdisciplinare, sia civile che elettrica – dice ancora Zanatta – e siamo tra i pochi a saper fare progettazione in alta tensione, motivo per cui medie e grandi imprese si rivolgono a noi». «In più, la mia formazione umanistica, rappresenta un valore aggiunto – prosegue Santoro. Grandi aziende come Enel, Terna, Rfi, si stanno dotando di archeologi interni per indagini preliminari su zone archeologicamente sensibili: la programmazione a monte dell’esecuzione consente un uso più corretto del- le risorse degli investitori e una maggior tutela del nostro patrimonio storico-paesaggistico. Un servizio, a completamento delle nostre competenze, che alcuni ci richiedono».
Una realtà che si muove in un settore dalle concrete possibilità di sviluppo. «Si tratta di un mercato in parte ancora di nicchia, non tanto per gli impianti foto- voltaici, ma per quanto riguarda le opere di connessione. Quando si pensa alla transizione energetica si pensa spesso solo alla punta dell’iceberg, ma c’è tutto un mercato in espansione che riguarda il rinnovamento delle infrastrutture elettriche: la nostra rete è obsoleta, inadeguata a ricevere l’energia che arriva dalle rinnova- bili. Il Decreto agricoltura ha rallentato la realizzazione di nuovi impianti, ma il mondo legato alla realizzazione di cabine elettriche, impianti Bess per lo stoccaggio dell’energia si sta sviluppando molto e noi ci occupiamo anche di questo».
«Servono norme più snelle e chiare che non diano adito a interpretazioni – spiega Zanatta. Poi, dal punto di vista della transizione energetica, sarebbe necessario prevedere uno sviluppo a 360 gradi: il fotovoltaico è solo un aspetto, da integrare con le altre fonti rinnovabili». «In questo senso la Germania è un caso studio – chiarisce Santoro –. Nel sud, il Paese ha puntato sull’energia solare mentre l’area sul mare del Nord,
una zona ventosa, sull’eolico: adesso si sta investendo per sviluppare un collegamento di reti elettriche che porterà l’energia prodotta dal fotovoltaico al sud nel nord della Germania quando lì ci sarà carenza di eolico e vice- versa. Questo è il principio a cui si dovrebbe tendere: un collega- mento tra le diverse fonti di produzione di energia rinnovabile».

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