Germania? Non solo pale eoliche

Un tempo l’antica città di Roma era definita Regina aquarum, ma più che per l’abbondanza di acqua per la capacità di raccoglierla e canalizzarla attraverso diversi acquedotti, garantendo così acqua potabile ad una città con più di un milione di persone.

In base a questo criterio a chi spetterebbe il titolo di “Regina Solis”? All’Italia, verrebbe da pensare, ma l’abito non fa il monaco! Il sole non ci manca, ma c’è ancora molto da lavorare per rendere l’energia solare il nostro petrolio.

Il titolo di “Regina Solis” in Europa spetta alla Germania. A dispetto dell’immaginario collettivo sulle caratteristiche climatiche del Paese, Deutschland ist das Sonneland, il Paese del sole, titolo che le spetta di diritto per le sue capacità di sfruttare questa fonte energetica, nonostante non ne sia particolarmente ricca. Dati riguardanti il 2022, è il più grande mercato solare d’Europa. Noi lo seguiamo subito dopo? No, siamo al sesto posto. È sesta nella classifica mondiale, noi dodicesimi. I motivi? Diversi: è partita diversi anni prima rispetto a noi; ha molti più impianti fotovoltaici privati. Tuttavia non sono necessari i numeri, basterebbe attraversare l’A7, una delle autostrade più trafficate e che attraversa la Germania da nord a sud, per rendersi conto di queste cifre. I campi fotovoltaici lungo le autostrade sono tanti e grandi. Da noi sono ancora pochi, per il labirintico iter burocratico prima e le proteste di differenti associazioni poi.  

Una cosa accomuna noi, la Germania ed altri diciotto dei ventisei Paesi più solari al mondo: una rete elettrica inadatta alle caratteristiche della produzione energetica da fonte rinnovabile, che costituisce l’ostacolo fondamentale al completamento della transizione energetica.  Il Piano di Sviluppo 2023 presentato da Terna prevede investimenti per 21 miliardi di euro di ammodernamento, messa in sicurezza e digitalizzazione delle rete elettrica nazionale. Altrettanti ed ambizioni piani di espansione e digitalizzazione sono stati presentati dall’Agenzia federale delle reti tedesche per raggiungere l’obiettivo del Paese di ottenere l’80% dell’elettricità da fonti come eolico e solare entro il 2030.

Tutto ciò a conferma, ancora una volta, dell’importanza degli investimenti nelle infrastrutture di un Paese che, come dice la parola stessa, lo sorreggono e ne costituiscono la base per il suo o sviluppo economico e, di conseguenza, sociale.